Home C'era una volta Dennis Irwin, un contrabbasso e una battaglia per i diritti di cura

Dennis Irwin, un contrabbasso e una battaglia per i diritti di cura

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Il 28 novembre 1951 nasce a Birmingham, in Alabama, il contrabbassista Dennis Irwing, protagonista di una lunga battaglia per garantire l’assistenza sanitaria ai jazzisti.

Gli inizi al clarinetto

All’età di otto anni Dennis inizia a studiare il clarinetto. Qualche anno dopo suona il sassofono in gruppi di rhythm & blues e a vent’anni inizia lo studio del contrabbasso raggiungendo rapidamente livelli di abilità tali da consentirgli, nel 1974, di suonare al fianco di musicisti di varie estrazioni stilistiche, come Mose Allison, Betty Carter, Charles Tolliver e Charles Brackeen. Nella seconda metà degli anni Settanta entra a far parte dei Jazz Messengers di Art Blakey. Ci resta dal 1977 al 1979. I Jazz Messengers registrano molte delle composizioni di Irwin tra cui Kamal. Irwin suona anche con Chet Baker, Mel Lewis, Joe Lovano, Stan Getz, Johnny Griffin e Horace Silver, nonché con i musicisti brasiliani Duduca Fonseca e Portinho.

Una lunga battaglia

Dal 1992 al 1995, Irwin suona con il chitarrista John Scofield. Quando scopre di avere un cancro al fegato inizia una lunga battaglia contro il sistema sanitario statunitense che lascia i musicisti jazz senza assicurazione medica. Alla fine la mobilitazione da lui provocata ottiene un risultato. La Jazz Foundation of America e l’Englewood Hospital and Medical Center creano il Dennis Irwin Memorial Fund per pagare gli screening del cancro per i musicisti jazz e blues non assicurati. Nella battaglia per la sua salute, invece, alla fine vince il cancro. Irwin muore a Manhattan il 10 marzo 2008.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".