Home C'era una volta Fate Marable, una leggenda del jazz delle origini

Fate Marable, una leggenda del jazz delle origini

SHARE

Il 2 dicembre 1890 a Paducah, in Kentucky, nasce il pianista e direttore d’orchestra Fate Marable, una delle leggende del jazz delle origini.

A diciassette anni sul fiume

Nato in una famiglia di musicisti, studia il pianoforte sotto la guida della madre e inizia a suonare in pubblico a sette anni. A diciassette anni lascia la famiglia per imbarcarsi sul battello fluviale J. S., uno dei tanti navigli che in quel periodo fanno escursioni sul Mississippi. Qui cominciò a suonare in duo col violinista Emil Flindt e poi continua a esibirsi regolarmente nei gruppi di bordo per una decina d’anni. Nel 1917 viene assunto dalla Streckfus Line, la più importante compagnia di battelli sia di linea che per escursioni sul Mississippi, per dirigere l’orchestra di bordo che lui chiama Kentucky Jazz Band e per la quale scrittura eccellenti musicisti.

Uno scopritore di talenti

Continua a suonare e a dirigere regolarmente sui battelli fluviali per tutti gli anni Venti e per parte degli anni Trenta. Nel 1935, il suo trombettista, Charlie Creath assume la co-direzione dell’orchestra di bordo del Capitol. I due leader continuano insieme fino al 1940 quando Marable deve abbandonare l’attività per una grave infezione a un dito. La gravità della malattia è dimostrata dal fatto che Marable riesce a riprendere l’attività solo qualche anno più tardi quando si esibisce in vari club di St. Louis prima di contratte la polmonite che lo uccide 16 gennaio 1947. Ancora oggi è considerato un leader dallo straordinario fiuto nello scoprire e coltivare talenti come Louis Armstrong, i fratelli Dodds, “Red” Allen, i bassisti “Pops” Foster e Al Morgan, i sassofonisti Boyd Atkins, Earl Bostic, Gene Sedric e Walter “Foot” Thomas, il batterista Zutty Singleton.

 

Previous article“Abeti in festa” con Prugne della California
Next articleBarry Finnerty, essenzialmente autodidatta
Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".