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Foodtech: ecco come sta cambiando e come cambierà questo settore

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Nel corso degli ultimi tempi si sta parlando sempre di più di cambiamenti che sono legati al clima, ma anche di tanti altri fattori che, inevitabilmente, porteranno a mutare il nostro stile di vita. Una ricerca del casinò online di Betway, ha messo in evidenza come l’evoluzione, in negativo, del clima e le relative questioni, non sia di certo l’unico fattore da tenere in considerazione.

Infatti, anche l’aumento notevole della popolazione a livello mondiale, così come il contestuale incremento dei livelli di obesità tenderà a riflettersi sulle nostre abitudini dal punto di vista alimentari, con la possibilità che nel 2050 mangeremo in maniera molto differente rispetto a quanto avviene oggigiorno.

I trend da tenere sott’occhio

L’emergenza dal punto di vista climatico è stata dichiarata in via ufficiale da parte dell’Unione Europea, trovando il sostegno di altre nazioni in tutto il mondo, come nel caso dell’Argentina, del Canada, della Nuova Zelanda, della Corea, del Giappone e del Regno Unito.

Tutti questi governi hanno un obiettivo in comune, come ricordato sul blog L’insider, che è quello di impegnarsi per poter toccare la neutralità dal punto di vista climatico entro una data ben prefissata, ovvero il 2050, in quello che sembra più che altro un tentativo disperato di salvare il pianeta da un disastro che è decisamente annunciato. Gli obiettivi climatici si possono raggiungere solamente mettendo in atto un drastico taglio del quantitativo di allevamenti di bestiame che sono diffusi in tutto il mondo. Le statistiche che sono state diffuse da parte dell’Organizzazione delle Nazioni Unite che si riferiscono all’agricoltura e all’alimentazione, hanno messo in evidenza come gli allevamenti di bestiame per la produzione di uova, carne e latticini vanno a provocare circa il 14,5% delle emissioni complessive di gas serra su questo pianeta.

Gli altri due fattori che porteranno cambiamenti nel settore del foodtech sono il problema legato all’obesità e quello relativo al fatto di garantire adeguato nutrimento a una popolazione che continua a crescere. Le stime dell’ONU, tra l’altro, sottolineano come, entro il 2050, si potrebbe toccare quota 9,7 miliardi di persone che si trovano sul pianeta. Un dato incredibile, visto che si tratta del 25% in confronto alla popolazione attualmente presente sulla Terra.

Cosa succederà in ambito foodtech

La fine, che sarà inevitabile, degli allevamenti di bestiame, porterà ovviamente a trovare delle alternative, dal punto di vista proteico, soprattutto puntando su fonti vegetali e su carni che vengono prodotte in laboratorio, aspetto su cui stanno lavorando anche aziende come nel caso di Impossibile Floods e di Beyond Meat, che si stanno già prodigando in tal senso.

I latticini, pian piano, lasceranno il posto ad alternative vegetali, che verranno realizzate usando ingredienti come noci, canapa, soia e avena. Il trend legato al reperimento di alternative vegetali rispetto alle uova è in continua crescita, sostenuto dal grande lavoro che viene svolto da parte di aziende come Eat Just ed Evo Foods.

In tavola diventeranno protagonisti anche i microrganismi, visto che si tenderà a coltivare sempre più di frequente, e anche in quantitativi sempre maggiori, batteri, lieviti, funghi, alghe, lieviti e microalghe. Tutti questi microrganismi rappresentano una fonte di proteine estremamente ricca, evitando però i grassi saturi che invece si trovano in buona parte dei latticini e degli attuali tipologie di carne.

L’estrazione delle proteine potrà avvenire anche usando degli strumenti del tutto innovativi e all’avanguardia, direttamente da fonti presenti in grandi quantitativi, come ad esempio l’aria oppure l’anidride carbonica, sfruttando solo ed esclusivamente energia green, e sfruttando anche la produzione di probiotici per fare in modo di garantire la conversione di vari elementi in nutrienti. In tal senso, sarà importante anche l’apporto che verrà garantito dalla stampa 3D.


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