Home C'era una volta George Martin, l’uomo che inventò i Beatles

George Martin, l’uomo che inventò i Beatles

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Il 3 gennaio 1926 nasce a Londra il produttore George Martin, l’uomo che meglio di altri ha saputo valorizzare l’istintiva creatività dei Beatles aiutandola a crescere ed evolversi.

Elementi d’innovazione prima della svolta

La sua storia musicale inizia negli anni Cinquanta quando, dopo essersi diplomato alla Guildhall School of Music, entra come musicista di studio alla EMI, passando poi alla produzione. Fino al 1962 il suo lavoro non esce dai confini di quel genere che in Italia verrà poi definito melodico-moderno. Non mancano gli elementi d’innovazione come, per esempio, il tentativo di elaborare strutture sonore che escano dai ristretti ambiti degli standard statunitensi. Al suo lavoro di produzione sono attribuibili alcuni successi di Shirley Bassey e Matt Monro, nonché l’inatteso exploit discografico di un attore popolare come Peter Sellers: buone intuizioni condite da un pizzico di genialità, ma niente di più. La svolta della sua carriera, destinata a inserirlo tra i personaggi leggendari della produzione discografica del Novecento, avviene nel 1962, quando ascolta un quartetto di ragazzi di Liverpool scartati dalla Decca. Sono i Beatles. È lui il primo a percepire, dietro l’apparente semplicità delle loro esecuzioni, la forza del cambiamento epocale.

Un gruppo affiatato

C’è chi dice che senza di lui i Beatles sarebbero rimasti probabilmente nella memoria dei frequentatori del Cavern Club di Liverpool e basta. La storia non si fa con i se, ma è certo che la band, reduce dal fiasco del provino alla Decca, senza quel primo contratto discografico strappato con i denti da George Martin, avrebbe probabilmente tirato i remi in barca. Dà molto ai quattro ragazzi di Liverpool, ma riceve anche molto. Grazie a loro diventa uno dei protagonisti del più imponente movimento d’innovazione musicale dei Novecento. Resta il produttore dei Beatles fino al 1969 e accompagna l’evoluzione del gruppo per tutto il periodo d’oro. Con John Lennon e Paul McCartney forma un gruppo affiatato e capace di sperimentare nuove tecniche aprendosi alle contaminazioni. La musica pop, come già aveva fatto il jazz, si rimette in discussione, accetta la sfida e si apre a generi diversi come il classico ed il sinfonico. Nel 1965 George comincia a sentire il peso dei limiti imposti dalla sua casa discografica e lascia la EMI per creare una propria etichetta: la AIR London. Dopo la separazione dai Beatles produrrà nuovi artisti, senza più riuscire a realizzare quella mescola magica capace di segnare un’epoca. Muore l’8 marzo 2016.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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