Home C'era una volta Glauco Masetti: il jazz è il mio vizio

Glauco Masetti: il jazz è il mio vizio

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Il 19 aprile 1922 nasce a Milano il sassofonista e clarinettista Glauco Masetti, uno dei personaggi più significativi del jazz e più in generale della scena musicale italiana del secondo dopoguerra.

Gli inizi al violino…

A soli dieci anni inizia a studiare il violino prima col padre poi al conservatorio di Milano e di Torino. Estroverso e curioso sperimentatore a quattordici anni pur continuando negli studi del violino approfondisce come autodidatta il clarinetto e il sassofono contralto. Proprio con questi strumenti ottiene la sua prima scrittura professionale nell’orchestra radiofonica diretta da Carlo Zeme con la quale rimane fino al 1945. Collabora successivamente con Tullio Mobiglia, Enzo Ceragioli e Gorni Kramer. Nel 1949 inizia a affermarsi anche come jazzista esibendosi in particolare con Peppino Principe e con Enrico Intra, nonché col vibrafonista svizzero Hazy Osterwald. Nel 1955 costituisce il suo primo gruppo, un sestetto swing che fa la stagione invernale all’Arethusa di Milano e l’anno dopo è nel Sestetto Jazz Moderno con Giulio Libano, Eraldo Volonté, Renato Angiolini, Alceo Guatelli e Gil Cuppini. In quel periodo suona anche con Friedrich Gulda, Lee Konitz, Chet Baker e Bud Shank.

Nuove frontiere

All’inizio degli anni Sessanta nonostante le collaborazioni con le big band di Cuppini e di Giorgio Gaslini dirada un po’ l’attività jazzistica per spaziare in generi diversi. Nel 1970 è primo contralto nell’Orchestra ritmica della Rai di Milano. Il jazz però resta la sua vera passione o, come dice lui “il mio vizio”, e torna prepotentemente nella sua vita e nella sua attività nel 1974 con la formazione di un sestetto swing. Da quel momento la sua carriera prosegue ininterrotta fino a che la salute glielo consente. Muore a Milano il 27 maggio 2001.

 

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".