Home C'era una volta Hasaan Ibn Ali, il pianista con le radici nelle percussioni

Hasaan Ibn Ali, il pianista con le radici nelle percussioni

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Il 6 maggio 1931 a Philadelphia, in Pennsylvania, nasce il pianista e compositore Asaan Ibn Ali, uno dei personaggi più enigmatici della musica afro-americana.

L’esordio a quindici anni

Hasaan Ibn Ali viene avviato agli studi musicali all’età di tredici anni. Incoraggiato dal pianista Elmo Hope, esordisce nel 1946 nel gruppo di Joe Morris. Dal 1950 comincia a guadagnarsi un’ampia fama a Philadelphia, dove si esibisce con artisti quali Miles Davis, Jay Jay Johnson, Clifford Brown, Max Roach. Proprio quest’ultimo, colto da grande ammirazione per il pianista, gli organizza una seduta di incisione, pubblicata dalla Atlantic sotto il titolo The Max Roach Trio Featuring the Legendary Hasaan, che riscuote un largo consenso.

Nel piano le radici della percussione africana

Come in un altro pianista, Herbie Nichols, e, in misura minore, in Elmo Hope, nel pianismo di Hasaan Ibn Ali appaiono evidenti, ancorché trasfigurate, le radici della percussione africana. Sulla scia delle innovazioni di Thelonious Monk egli tratta il pianoforte come uno strumento a percussione, affrancandolo da molte consuetudini di derivazione occidentale. Insieme a Monk, Nichols e, più in là, Cecil Taylor, Ali è considerato uno dei pianisti fondamentali della cultura musicale afroamericana. Nonostante la buona considerazione di molti suoi colleghi e della critica non gode di una vita fortunata. Muore solo e povero in un ricovero per i senzatetto nel 1980.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".