Home C'era una volta Pete Daily, la cornetta dixieland

Pete Daily, la cornetta dixieland

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Il 5 maggio 1911 nasce a Portland, nell’Indiana, il cornettista Pete Daily, uno dei personaggi più significativi del dixieland di Chicago.

L’imbarco per l’India

Negli anni della scuola Pete Daily suona il flicorno baritono e vari altri strumenti fra cui il basso-tuba e il sassofono baritono prima di passare definitivamente alla cornetta. Dal 1932 si dedica esclusivamente a questo strumento. Negli anni Trenta lavora con regolarità col pianista compositore Frank Melrose al Calumet City di Chicago. Nello stesso periodo suona anche con i sassofonisti Bud Freeman e Boyce Brown e col fisarmonicista Art Van Damme. Dopo aver fatto parte di varie orchestre, una delle quali diretta da Frank Melrose, forma un proprio gruppo a Chicago. Nel 1942 si trasferisce in California, dove suona nelle formazioni di Mike Riley e Ozzie Nelson, quindi si imbarca per l’India dove ha occasione di suonare assieme al leggendario pianista Teddy Weatherford.

L’esperienza in proprio

Nel 1945 torna in California e riprende il suo posto nella band di Ozzie Nelson. Successivamente forma un proprio gruppo dixieland col quale raggiunge una notevole popolarità sulla costa del Pacifico. Continua a dirigere la sua orchestra anche negli anni Cinquanta, periodo nel quale si dedica al trombone a pistone. Si sposta poi a Gary nell’Indiana e quindi a Chicago, all’inizio del 1964, dove suona nella Smokey Stover’s Band. La fine degli anni Sessanta lo vede a San Antonio, per due anni, quindi rientra in California, a Los Angeles. Dal punto di vista stilistico i gruppi di Pete Daily sono improntati a un dixieland-Chicago morbido, swingante, con un senso agile della polifonia improvvisata. Muore il 23 agosto 1986.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".