Home C'era una volta Henry Ragas, il primo pianista jazz registrato

Henry Ragas, il primo pianista jazz registrato

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Il 18 febbraio 1919, colpito dalla pandemia della “Spagnola” muore a New York il pianista Henry Ragas, uno dei protagonisti del jazz delle origini.

Con la Original

Nato a New Orleans, in Louisiana, il 1° gennaio 1891 è il pianista della Stein’s Jass Band di New Orleans che si esibì allo Shiller’s Café di Chicago nel 1916 e che costituisce il nucleo della famosa Original Dixieland Jazz Band. Suona anche nelle prime sessioni di registrazione della Original e per questa ragione viene considerato il primo pianista jazz a essere registrato, anche se i suoi contributi si perdono un po’ a causa delle primitive apparecchiature di registrazione disponibili.

Nessun assolo

Ragas è presente nelle prime ventuno registrazioni della Original, compreso quella del brano Bluin’ the Blues, da lui composto. Il suo ruolo nella band è quello di completare gli accordi e fornire una linea di basso. Non ci sono assoli nelle registrazioni. Nel 1919 il suo fisico, già minato dall’alcool, si arrende alla grande pandemia influenzale della “Spagnola”.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".