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Jerry Fielding, le accuse di comunismo, il rifiuto di diventare delatore e poi il trionfo

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Il 17 giugno 1922 nasce a Pittsburgh, in Pennsylvania l’arrangiatore e direttore d’orchestra Jerry Fielding, all’anagrafe Joshua Itzhak Feldman.

I successi e le accuse

In possesso di una solida preparazione musicale da giovane suona il piano, il clarinetto e i sassofoni, ma già all’età di diciassette anni lavora come arrangiatore nella West Coast con Alvino Rey, un chitarrista di buon livello. Successivamente scrive arrangiamenti per Tommy Dorsey, per Charlie Barnet, Kay Kyser. Si fa conoscere anche dal pubblico televisivo lavorando come direttore musicale in alcuni shows con Groucho Marx e Mickey Rooney. La sua carriera sembra destinata a grandi successi quando, nel dicembre 1953, viene convocato davanti al Comitato per le attività antiamericane della Camera durante l’isteria anticomunista di stampo maccartista. Viene messo sotto accusa la sua appartenenza alla Radio Union, un’associazione degli scrittori di Hollywood, fondata nel 1941 per promuovere l’attività antinazista in sostegno allo sforzo bellico americano. Fielding in seguito racconterà che il comitato voleva che lui accusasse Groucho Marx di essere un comunista.

Non sono una spia, non accuso nessuno!

Fielding si rifiuta di rispondere e invoca il Quinto Emendamento, rifiutandosi di fare i nomi di qualsiasi collega che potesse essere sospettato di “comunismo”. Inserito nella lista nera dalle reti televisive e radiofoniche nazionali, si adatta a lavorare dove può. Nonostante tutto la solidarietà non manca e nel 1959, la star musicale Betty Hutton pretende che Jerry Fielding, ancora nella lista nera, sia al suo fianco in “The Betty Hutton Show”, una serie televisiva per la CBS. Del resto proprio la televisione è stata per molti anni un rifugio clandestino per scrittori, registi e compositori inseriti nella lista nera. La Desilu Productions, fondata da Lucille Ball, che era stata per breve tempo membro del Partito Comunista, aiuta finanziariamente la produzione di Hutton. Nel 1962 il regista Otto Preminger, già rifugiato antinazista, gli chiede le musiche per il film “Tempesta su Washington” e nei fatti scardina i divieti della lista nera del cinema americano. Fielding ricomincia a scrivere colonne sonore televisive per spettacoli di successo. Negli anni successivi otterrà anche tre nomination all’Oscar per i film “Il mucchio selvaggio” del 1970, “Cane di paglia” del 1972 e “Il texano dagli occhi di ghiaccio” del 1977. Muore il 18 marzo 1980.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".