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Esistono metodi di pagamento sostenibili per il Pianeta?

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Esistono metodi di pagamento sostenibili per il Pianeta?
(fonte: Unsplash- Micheile Henderson)

Sentiamo quotidianamente parlare di sostenibilità per gli acquisti che facciamo, ci viene chiesto di essere consapevoli riguardo alla provenienza del cibo che mangiamo e di preferire alcuni mezzi di trasporto ad altri per ridurre il nostro impatto ambientale.

Ma quante volte ci capita di riflettere su quanto siano green i sistemi di pagamento che usiamo ogni giorno? Forse mai.

E invece anche questo dovrebbe essere parte di un processo di cambiamento globale verso una maggior coscienza ambientale, come tutto il resto.

Per questo motivo oggi cerchiamo di confrontare insieme i principali metodi di pagamento e di capirne l’impatto ambientale sul nostro Pianeta per poter prendere delle decisioni più consapevoli nelle nostre azioni quotidiane.

Che impatto hanno i nostri contanti?

Verrebbe da pensare che i contanti siano la fonte primaria di inquinamento per il semplice materiale necessario a produrli (carta e inchiostro), ma le cose sono un po’ più complicate di così.

Da una delle poche ricerche in merito – il Rapporto 2021 “Italia Cashless – Cambiamenti in atto e prospettive future” (a cura di The European House-Ambrosetti & Community Cashless Society), abbiamo alcuni dati interessanti relativi alle banconote e alle monete: l’impatto ambientale è dovuto principalmente alla fase di produzione delle monete (32%) ma anche a quella operativa (64%), che include l’esercizio degli sportelli automatici e il trasporto di monete e banconote.

Per la produzione di banconote bisogna calcolare il consumo di materiali come cotone, filo, stagnola e inchiostro; mentre le monete, più dispendiose in termini produttivi, richiedono l’uso di materie prime come rame, acciaio, alluminio, zinco, nichel, stagno.

Secondo il report, la produzione di CO2 è di 4,6 grammi per ogni transazione in contanti.

Ti sembra poco? Vediamo il confronto con gli altri metodi di pagamento.

Pagamenti digitali: stiamo inquinando di più o di meno?

La risposta è come sempre: dipende.

Però dal rapporto citato poco fa, abbiamo dati che ci possono chiarire le idee in merito al confronto tra contanti e pagamenti digitali.

Sembrerebbe che ogni transazione cashless effettuata produca 3,8 grammi di CO2 (0,8 grammi in meno rispetto alle transazioni con contanti).

Ciò ci mostra un confronto positivo che indica come possiamo ridurre il nostro impatto ambientale semplicemente preferendo un metodo di pagamento digitale rispetto all’uso del contante.

Ricordiamo però, che anche i pagamenti cashless producono inquinamento che dipende da un fattore principale: il 75% della CO2 è legato ai terminali di pagamento poco efficienti.

Se poi pensiamo al pagamento con carta, dobbiamo aggiungere anche una parte di inquinamento non indifferente legata al tipo di materiale utilizzato per realizzare le carte.

Una soluzione che stanno iniziando a mettere in pratica banche e enti di credito è quella di utilizzare solamente materiali riciclati e riciclabili per la realizzazione delle carte, riducendo il più possibile anche questa percentuale di inquinamento.

Poste Italiane è stata tra i primi in Italia a comprendere l’importanza di questo fenomeno creando una carta assolutamente sostenibile.

La Postepay è sempre stata la carta più utilizzata dagli italiani per la sua enorme flessibilità di utilizzo, la sicurezza e l’assistenza fisica agli uffici postali distribuiti su tutto il territorio nazionale: è la prima opzione utilizzata per fare acquisti sugli e-commerce, la carta preferita dalle persone più anziane per la semplicità di utilizzo e non dimentichiamo che in tutti i punti vendita di qualunque tipologia, come anche nei migliori casinò Postepay è uno dei metodi prescelti per la sicurezza e la protezione dei dati.

Ma in termini di sostenibilità, è con la Postepay Green che Poste Italiane ha davvero portato un cambiamento nel mondo dei pagamenti digitali. Questa carta è realizzata con plastica marina raccolta dagli oceani, materiali di origine biologica (PLA) e plastica biodegradabile.

L’obiettivo ambizioso di Poste Italiane è, infatti, quello di emettere 20 milioni di carte prepagate ecosostenibili prima del 2025.

Un ottimo primo passo vista la quantità di carte Postepay attive nel nostro paese, no?

Siamo consapevoli di non essere ancora a conoscenza di tutti i dati relativi all’inquinamento dei pagamenti digitali con o senza carta; tuttavia, i dati parlano comunque di una riduzione importante dell’impatto ambientale rispetto alla produzione e all’utilizzo di contanti.

Quindi, dato che secondo i dati del 2022, le transazioni digitali sono aumentate esponenzialmente (397 miliardi in Italia, + 18% rispetto al 2021) sappiamo che stiamo andando nella giusta direzione anche se dovremo continuare a indagare per essere sempre consapevoli del nostro impatto sul Pianeta.