Home C'era una volta Marcello Rosa, un jazzista al Piper

Marcello Rosa, un jazzista al Piper

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Il 16 giugno 1935 ad Abbazia, oggi Opatija, in Croazia nasce il trombonista Marcello Rosa, un personaggio significativo del jazz italiano.

Un impegno musicale che inizia presto

Trasferitosi a Roma con la famiglia, dall’età di cinque anni Marcello prende lezioni di pianoforte e poi studia chitarra classica. Soltanto a diciotto passa definitivamente al trombone. L’incontro col jazz tradizionale nell’aprile del 1954 quando esordisce con la South River Ragtime Band nella quale resta fino al 1956 anche se non rinuncia a varie esperienze di jazz moderno con Mario Cantini, Sergio Biseo, Roberto Petrin. Successivamente prevale l’attività di trombonista tradizionale con i Seven Hill Dixielanders, i Roman Dixieland Seven e infine con la Roman New Orleans Jazz Band con cui resta fino al 1962 non rinunciando però ad altre esperienze parallele. Nel 1961 è tra i promotori di una nuova formazione tradizionale, i New Orleans Jazz Senators, che agisce fino al 1965 in formazioni. Nel 1963 costituisce il suo primo gruppo, New! Dixieland Sound, col quale, in formazioni via via diverse cui si aggiunge nel 1968 Minnie Minoprio.

Da “Ciao Rudy” al Piper

Nel 1967 con Carlo Loffredo partecipa allo spettacolo “Ciao, Rudy” di Garinei – Giovannini con musiche di Armando Trovajoli. Nell’autunno dello stesso anno dà vita a una big band, la Swinging Dance Band, con cui il 27 novembre suona anche al Piper, il tempio romano della musica beat dove resta per ben tre mesi. Nel 1968 collabora ancora con Loffredo, fa una tournée con Lionel Hampton e partecipa al festival di Venezia dedicato a Gershwin. Dal 1969 al 1971 il suo impegno prevalente è con la New! Dixieland Sound. In questo periodo partecipa ad alcuni specials televisivi dedicati al trombone. Alla fine del 1971 il gruppo cambia la denominazione in Marcello Rosa Jazz Ensemble. Instancabile insegue sempre nuovi progetti: fa esperienze di insegnamento, insegna presso la Scuola di Jazz Music Workshop e St. Louis. È inoltre ideatore e/o conduttore di trasmissioni radiofoniche e televisive sul jazz.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".