Home C'era una volta La Ferrari, una costola dell’Alfa

La Ferrari, una costola dell’Alfa

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La storia della Ferrari comincia il 5 ottobre 1919 quando il mondo dell’automobilismo conosce per la prima volta il nome di Enzo Ferrari, un pilota che fa il suo debutto nella Parma-Poggio di Berceto arrivando quarto.

Ferrari direttore sportivo

Enzo Ferrari resterà al volante per una decina d’anni senza infamia né lode, ma, come dirà più tardi: «La mia grande passione non è mai stata guidare le macchine, ma farle nascere». Nel 1929, abbandonata l’attività di pilota, organizza una scuderia alla quale dà il suo nome. Ne faranno parte, tra gli altri, Nuvolari, Varzi, Campari, Fagioli, Chiron. Corrono con le Alfa Romeo e mietono successi ovunque. La scuderia Ferrari durerà per nove anni fino a quando, nel 1938 Enzo Ferrari verrà nominato direttore sportivo della casa milanese. L’avventura dell’ex pilota modenese all’Alfa durerà, però, pochissimo.

Un nuovo progetto

Torna a Modena e nel 1939 fonda la Auto Avio Costruzioni sulla base di un accordo con l’Alfa che gli impedisce per quattro anni di costruire automobili. Progetta, assembla e vende motori per aerei da esercitazione, per macchine utensili, ma non auto. L’ex pilota, però, a dispetto degli accordi, realizza la 815, utilizzando parti meccaniche della Fiat. Partecipa con due esemplari alla Mille Miglia del 1940, poi la guerra cancella tutto. Se ne va a Maranello e, passata la bufera, pone le basi a una nuova leggenda sportiva. “Ruba” all’Alfa Gioacchino Colombo, il progettista della 158. Nasce così la Ferrari. La nuova vettura, denominata 125-GT, fa il suo debutto nel maggio del 1947 sul circuito di Piacenza. Al volante c’è Franco Cortesi, che si ritira a due giri dal termine.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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