Home C'era una volta Reggie Workman, il talento musicale e l’insegnamento

Reggie Workman, il talento musicale e l’insegnamento

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Il 26 giugno 1937 nasce a Philadelphia, in Pennsylvania, il contrabbassista Reginald Workman, detto Reggie.

Il debutto e l’incontro con Coltrane

Dal padre, suonatore di trombone, eredita la passione per la musica e già a otto anni comincia a studiare il piano, dedicandosi poi al tuba e all’euphonium mentre frequenta la high school. Nel 1955 inizia l’attività professionale come bassista con alcune orchestre di rhythm and blues e tre anni più tardi ottiene la prima scrittura jazzistica da Gigy Gryce. Nel 1959 suona nelle formazioni di Red Garland e di Roy Haynes. Nel 1960 gli viene offerta una scrittura da John Coltrane ed è questo il momento più importante della carriera del bassista che, durante i due anni circa di permanenza nelle formazioni di Coltrane, ha modo di farsi ascoltare in moltissimi paesi del mondo e di incidere molto. Dopo una breve permanenza nella formazione di James Moody nel 1962, Workman trascorre due anni tra i Jazz Messengers di Art Blakey.

Riconoscimenti per l’attività didattica

Nel 1964 suona con Jimmy Heath; nel 1965 è con Yusef Lateef; nel 1966 è in Giappone con Herbie Mann, ripetendo il giro fatto due anni prima con Art Blakey. In seguito intensifica il lavoro di incisione con complessi hard bop e di avanguardia e si dedica anche all’insegnamento, partecipando a tavole rotonde, incontri, dibattiti, concerti dimostrativi e ad ogni sorta di attività didattica. L’impegno in questo senso gli procura un incalcolabile numero di riconoscimenti. Nel frattempo ha modo di suonare con Thelonious Monk, con Alice Coltrane, con Max Roach. Nel nuovo millennio si dedica prevalentemente all’insegnamento.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".