Home C'era una volta Corky Hale, tanti strumenti e tanto impegno

Corky Hale, tanti strumenti e tanto impegno

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Il 3 luglio 1931 a Freeport, nell’Illinois, nasce Corky Hale una geniale polistrumentista molto apprezzata sia nell’ambiente pop che in quello jazz.

Lo studio inizia a tre anni

Marilyn Cecelia Hecht, questo è il suo vero nome, inizia a studiare il pianoforte da bambina. Ha tre anni quando i tasti bianchi e neri diventano una componente della sua vita. Quando ne ha otto inizia studiare l’arpa e successivamente il flauto e il violoncello. Nonostante abbia seguito lezioni al Chicago Music Conservatory per la sua duttilità è spesso considerata come una sorta di autodidatta. Inizia l’attività professionale nel 1950 più che altro con gruppi commerciali come quelli di Freddy Martin e Dave Rose. Dopo aver suonato dal 1951 al 1955 al fianco del pianista di musica leggera Valentino Liberace, viene ingaggiata come cantante e arpista da Harry James, il quale, deciso a riprendersi la scena dopo un periodo di lunga inattività, stava riformando la propria grande orchestra jazz.

L’impegno civile e sociale

Nel 1958 fa una breve ma tutt’altro che marginale apparizione come pianista e cantante nella formazione guidata dal trombettista Ray Anthony. Molto apprezzata anche come musicista di studio suona l’arpa in album di musicisti come Chet Baker, June Christy, Ella Fitzgerald Anita O’Day e Frank Sinatra. Si esibisce come cantante con Freddy Martin al Coconut Grove di Los Angeles e il piano per Billie Holiday che accompagnata in tour. All’attività musicale affianca anche l’impegno civile e sociale. Nel periodo universitario è una delle pochissime persone bianche che si uniscono all’associazione antirazzista NAACP (National Association for the Advancement of Colored People). Si impegna poi sul fronte del controllo delle nascite ed è la fondatrice di Angel Harvest, un’organizzazione che ridistribuisce il cibo inutilizzato da ristoranti, hotel ed eventi a persone affamate e bisognose a Los Angeles.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".