Home C'era una volta David Sanborn, il sax come cura

David Sanborn, il sax come cura

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Il 30 luglio 1945 a Tampa, in Florida, nasce il sassofonista David William Sanborn, da tutti conosciuto come David Sanborn

Lo studio, l’impegno e i risultati

Dopo un primo, modesto tentativo di suonare il sassofono da ragazzino, ne inizia seriamente lo studio a quattordici anni, come cura ai postumi di una grave forma di polmonite. La sua abilità viene subito notata e lui si ritrova catapultato in scena nella zona di St. Louis con vari bluesmen come Albert King e Little Minton. Nello stesso periodo conosce giovani promettenti come Randy Brecker e Keith Jarrett Trasferitosi nel 1963 a Chicago per frequentare l’Università suona in varie orchestre blues e con alcuni esponenti dell’avanguardia come Roscoe Mitchell e Lester Bowie. Spostatosi nel 1965 all’Università dello Iowa conosce il pianista Dale Oehler che lo aiuta a inserirsi nel gruppo di Tom Davis.

Il grande successo

Nel 1967, domiciliatosi a S. Francisco, viene contattato dal batterista Phillip Wilson che lo convince a entrare a far parte della Butterfield Blues Band, con la quale rimane fino al 1971, incidendo alcuni dischi e iniziando a farsi conoscere. Successivamente suona per un anno e mezzo con Stevie Wonder e nel 1973 entra nell’orchestra di Gil Evans, grazie alla quale conquista anche il pubblico del jazz. Suona poi con David Bowie, i Brecker Brothers, Chick Corea, Cat Stevens e Paul Simon e nel 1975 pubblica il suo primo album come solista, Taking off, seguito l’anno dopo da Sanborn con il quale entra per la prima volta nella classifica statunitense. Nella sua carriera più che decennale, Sanborn pubblica ventiquattro album, otto album dei quali riconosciuti come dischi d’oro e uno di platino. In più vince sei Grammy Awards.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".