Home C'era una volta Joe Beck, una notevole originalità timbrica

Joe Beck, una notevole originalità timbrica

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Il 29 luglio 1945 a Philadelphia, in Pennsylvania, nasce il chitarrista Joe Beck.

A diciannove anni la prima scrittura

Beck inizia a suonare professionalmente a diciannove anni, nei gruppi dei sassofonisti Paul Winter e Charles Lloyd. Successivamente entra nell’organico dell’orchestra di Gary McFarland nella quale resta fino al 1966. L’anno seguente si unisce al gruppo di Chico Hamilton e poi fa parte delle varie formazioni di Gil Evans fino al 1970.

L’abbandono e il ritorno

All’inizio degli anni Settanta, inaspettatamente, abbandona la scena musicale per lavorare in un proprio caseificio. Nel 1973 riprende a suonare, collaborando spesso in grandi formazioni come quelle di Buddy Rich, Maynard Ferguson o Woody Herman. Benché spesso utilizzato solo per l’accompagnamento nella sua lunga carriera Beck dà prova di una notevole originalità timbrica, impiegando senza strafare le possibilità coloristiche della chitarra elettronica. Tra le dimostrazioni più significative si citano l’incisione con Miles Davis nel brano Circle in the round nel 1967, quella con Gato Barbieri nel 1971 in Tupac Amaru e soprattutto nelle sue collaborazioni con Gil Evans. Muore il 22 luglio 2008.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".