Home C'era una volta Ico Cerutti, l’uomo del banjo

Ico Cerutti, l’uomo del banjo

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Il 3 settembre 1938 nasce a Torino il cantante, autore e chitarrista Ico Cerutti, registrato all’anagrafe con il nome di Federico.

Dal rock al jazz

Trasferitosi a Milano con la famiglia, negli anni Cinquanta è il chitarrista dei Rocky Boys la band di Adriano Celentano. Nel 1957, poco dopo il 1º Festival italiano del rock and roll al Palazzo del Ghiaccio di Milano, lascia il gruppo per dedicarsi al jazz con l’orchestra di Franco Cerri e Renato Sellani e nei Rock Boys viene sostituito da Gino Santercole. Diventa poi il cantante e chitarrista del gruppo di Bruno De Filippi. Con lui, oltre a De Filippi, ci sono Enzo Jannacci al pianoforte, i fratelli Giancarlo Ratti alla batteria e Marco Ratti al basso elettrico, Alberto Baldan Bembo all’organo, Pino Sacchetti al sassofono e Paolo Tomelleri al clarino

L’ingresso nel Clan

Nel 1963 entra a far parte, come autore, del Clan Celentano e, come interprete, porta al successo L’uomo del banjo. Nel 1966 partecipa al Festival di Sanremo cantando Il ragazzo della via Gluck in abbinamento con Adriano Celentano nel Trio del Clan composto, oltre che da lui, da Pilade e Gino Santercole, Successivamente pubblica, con buon successo, il singolo Quando il sole scenderà. Muore a Zoagli il 18 giugno 1989.

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".