Home C'era una volta John Tchicai, un sax al servizio dell’avanguardia

John Tchicai, un sax al servizio dell’avanguardia

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Il 28 aprile 1936 nasce a Copenaghen, in Danimarca, il sassofonista John Tchicai, il cui nome completo è John Martin Tchicai.

L’incontro con Archie Sheep

Di madre danese e di padre congolese, John cresce a Aarhus nello Jutland, iniziando lo studio del violino a dieci anni. Il suo primo incontro con il jazz avviene quattro anni più tardi, attraverso l’ascolto di alcuni dischi, e a sedici anni inizia la pratica del clarinetto e del sassofono contralto. Nel 1960 è a Copenaghen dove continua i suoi studi accademico-musicali intrapresi ad Aarhus e dove ha la possibilità di suonare con alcuni jazzisti danesi e statunitensi di passaggio. Nel 1962 partecipa al festival del jazz di Varsavia, capeggiando poco dopo un proprio gruppo al Festival Internazionale della Gioventù di Helsinki. Qui incontra Archie Shepp e Bill Dixon, dai quali viene spinto a trasferirsi negli Stati Uniti. Giunto a New York, fonda insieme con Shepp il New York Contemporary Five. Successivamente diviene co-leader del New York Art Quartet con Roswell Rudd, Steve Swallow (sostituito successivamente da Lewis Worrell) e Milford Graves.

L’amore per la sperimentazione

Fino al 1966 ha modo di sviluppare importanti collaborazioni con i più significativi esponenti della “New Thing” statunitense come John Coltrane, Pharoah Sanders, Albert Ayler, Sunny Murray, ecc. In più suona nella New York Jazz Composer’s Orchestra. Ritornato in patria collabora con i più noti esponenti dell’avanguardia improvvisativa europea come Misha Mengelberg, Han Bennink, Irene Schweizer, Albert Mangelsdorff, ecc. Insegna anche alla Scuola Superiore di Jazz danese e organizza seminari e laboratori in vari paesi del Vecchio Continente. Come la gran parte degli improvvisatori d’avanguardia, Tchicai non solo dimostra preferenze per la diversificazione delle fonti sonore, ma ama anche sperimentare i contesti più vari, dall’orchestra alla “solo performance.  Muore a Perpignan, in Francia, l’8 ottobre 2012

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".