Home C'era una volta La prima volta dei Metronome All Stars

La prima volta dei Metronome All Stars

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L’11 gennaio 1939 si svolge la prima seduta di registrazione dei Metronome All Stars, cioè il gruppo composto dai migliori musicisti jazz scelti sulla base dei risultati dei referendum indetti annualmente da “Metronome”.

Una rivista molto stimata

All’epoca “Metronome” è una delle maggiori riviste specializzate del settore, molto considerata dagli artisti per la sua serietà e molto apprezzata dal pubblico. Ogni anno stila le classifiche dei migliori strumentisti. Da qui nasce un’idea: perché non farli suonare insieme?

Un’idea di Simon

L’idea di organizzare sedute di registrazione di quelle che avrebbero potuto essere le formazioni ideali è dell’editore George T. Simon che, superata la comprensibile diffidenza iniziale, ottiene alla fine la collaborazione degli artisti. Alla seduta dell’11 gennaio 1939 partecipano, tra gli altri, Benny Goodman, Adrian Rollini, Bunny Berigan, Tommy Dorsey e Jack Teagarden. L’anno dopo la formazione è simile, ma con l’aggiunta di Charlie Christian e Gene Krupa.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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