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Lentisco: l’arbusto da masticare

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Il lentisco è…l’arbusto da masticare. Molto diffuso in Sardegna, dove veniva utilizzato per fare un olio da usare in cucina al posto dell’olio d’oliva e per l’illuminazione, questo tipo di olio ottenuto per pressione, oggi viene riscoperto e apprezzato come prodotto tipico.

Preziosa nella preparazione di vernici per lavori artistici e restauri di dipinti antichi, questa pianta può essere usata come eccipiente per profumi e creme o essenze da bruciare.

I Romani conservavano sotto sale i piccoli frutti del lentisco e li utilizzavano per aromatizzare le carni. In quanto all’origine del suo nome, si pensa che possa derivare da una parola etrusca che significa “frasca” e dal greco “pistacia” che vuol dire pistacchio.

La leggenda racconta che Sant’Isidoro, dopo la conversione al cristianesimo, dovette scappare di casa e si rifugiò appunto nell’isola greca di Kios dove visse e morì in solitudine con la sola compagnia di un arbusto di lentisco che dopo la sua morte iniziò a versare lacrime di resina, le sue “lacrime medicinali” per piangere la sorte di San Isidoro, nel 250 d.C., periodo a cui risale l’inizio della coltivazione intensiva della Pistacia lentiscus nell’isola di Chios. Si dice anche che la resina cristallina con quel grado di purezza che ne assicura l’efficacia medicinale sia tale soltanto in quel determinato luogo del mondo, a causa del vulcano sommerso nel mare antistante l’isola stessa.

Forse non tutti sanno che la splendida isola greca di Chios è anche la patria di una delle materie prime aromatiche più ricercate ed apprezzate fin dall’antichità, cioè il famoso Mastice greco, una gommoresina che si ottiene incidendo, in piena estate, fusto e rami di una pianta endemica ed abbondante di una pregiata varietà di Lentisco (Pistacia lentiscus), un arbusto sempreverde della famiglia delle Anacardiacee che cresce solo lì.Il fitocomplesso che caratterizza la resina e l’olio essenziale derivati dalla Pistacia lentiscus è ricco in modo particolare di derivati triterpenici, ad attività antinfiammatoria ed antibatterica, come in particolare l’alfa terpineolo, l’alfa pinene, il myrcene, il caryophyllene, il metil isoeugenolo e il germacrene. Negli estratti risultano presenti inoltre anche antocianine, tocoferoli, arabinogalattani ad azione blandamente immunostimolante e acidi organici.

Recentemente il suo uso è tornato alla ribalta e le sue proprietà a livello dello stomaco sono state confermate da una ricerca condotta in Inghilterra e pubblicata nel New England Journal of Medicine nel 1998. Questa ricerca prova che il mastice può curare l’ ulcera duodenale con grande efficacia.

Il Lentisco (Pistacia lentiscus) è una pianta che appartiene alla famiglia delle Anacardiaceae ed a seconda della regione italiana in cui si trova, prende nomi differenti; in Liguria si chiama murtascu, in Piemonte bosch da calliè, in Abruzzo stingio, in Calabria scinidi, in Sardegna mordizzi.

È una pianta legnosa con foglie persistenti di dimensione variabile, è abbondantemente ramificata e tutta la pianta emana un forte odore di resina. Le foglie sono paripennate ossia hanno un numero pari di foglioline (8 o 10), il picciolo che è schiacciato presenta nella parte superiore una ala, le foglioline hanno la superficie verde scura e lucente mentre la parte inferiore è chiara ed opaca, l’apice termina spesso con una piccola punta. I fiori sono separati, ossia si hanno piante con soli fiori femminili e piante con solo fiori maschili. In entrambi i casi le infiorescenze sono corte ed i fiori sono rossastri; il frutto è una drupa ovale di colore rosso che tende al nero e quando diventa maturo contiene un seme nella polpa che non è molto carnosa. È tipico della zona Mediterranea si può trovare nei boschi nelle regioni vicino al mare e nei luoghi rocciosi più caldi. In estate si praticano delle incisioni sul tronco e sui rami e la resina che fuoriesce si rapprende all’aria, si lava delicatamente e si essicca conservandola in scatole di legno.

Il lentisco ha proprietà astringenti ed aromatizzanti, i suoi principi attivi sono l’olio essenziale (pinene) e le resine. Il lentisco come anche il Larice ha la caratteristica di essere utilizzato non per le sue parti propriamente vegetali, ma per la resina che essuda in piccole lacrime da incisione fatte sulla corteccia. Il mastice o la resina è stata impiegata nelle regioni del Mediterraneo come sostanza da masticare poiché diventa plastica sotto i denti; è stata l’antenata del chewing-gum per la cui fabbricazione viene ancora utilizzata. Allo stesso tempo la resina masticata, libera sostanze che purificano l’alito e rassodano le gengive. La resina del lentisco è impiegata in paste per l’otturazione dentaria, mastici per fissare dentiere ecc.. La resina viene ancora impiegata per il suo aroma balsamico nella preparazione di alimenti e bevande e raramente viene usata in forma di infuso per frenare  le diarree dei bambini.

Attenzione: Le applicazioni farmaceutiche e gli usi alimurgici sono indicati a mero scopo informativo, decliniamo pertanto ogni responsabilità sul loro utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

La specie è soggetta a restrizioni legali in alcuni Paesi. In molte regioni italiane è specie protetta ed è quindi vietata la raccolta.