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Surf con un solo braccio, la storia di Bethany Hamilton

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Bethany Hamilton surf un solo braccio

Altro giro altra storia. Questa settimana è la volta di Bethany Hamilton, la giovane surfista americana che proprio in questi giorni ha coronato il suo sogno sportivo aggiudicandosi, nelle Hawaii, uno dei maggiori eventi femminili del Circuito Professionista, la Surf N Sea Pipeline. A rendere la notizia ancor più straordinaria il fatto che la ventiquattrenne biondina “made Usa” cavalca le onde con un solo braccio ormai dal lontano 2003 da quando, mentre se ne stava pigramente sdraiata sulla tavola con una mano immersa nell’acqua, venne azzannata all’altezza della spalla da un enorme squalo tigre.

Bethany Hamilton, surfista d’eccezione

Uno shock tremendo che avrebbe schiacciato chiunque ma non la nostra piccola Bethany Hamilton, ragazzina tutto pepe e talento salita su di un surf forse ancor prima di imparare a camminare. Dopo poco meno di un mese e tre operazioni chirurgiche tornò, infatti, in mare con un unico obiettivo, quello di andarsi a riprendere il suo tanto amato sport. Fu un periodo durissimo durante il quale dovette rivedere tutto, il tipo di allenamento, i movimenti, la muscolatura, l’equilibrio.

La pelle però era di quelle dure e così alla fine quello che poteva apparire solo come un sogno folle diventò presto realtà: nel 2005 vinse i campionati nazionali mentre nel 2008 entrò nel mondo professionistico piazzandosi terza alla sua prima competizione. E con i successi arrivarono anche la fama, un’autobiografia (“Soul Surfer“) poi diventata film, una linea cosmetica, una di gioielli e persino una di sandali firmati.

Oggi Bethany gareggia in giro per il mondo

Il resto è storia dei nostri giorni. Oggi Bethany Hamilton gareggia in giro per il mondo con le migliori atlete e non smette di essere modello ed esempio per tutti quelli che si trovano in drammatiche situazioni.

“Sono orgogliosa di essere quello che sono e sono felice di poter vivere la mia vita con pienezza. Invito tutti i ragazzi che vivono un’esperienza traumatica come la mia a fare quello che ho fatto io: zittire la rabbia e dare sfogo alla propria energia positiva. Volevo solo fare surf e lo avrei fatto anche con una gamba sola perché avrei trovato anche il modo di surfare sulle braccia”. That God save Bethany.


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