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Geronimo se ne va

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«È morto Alfredo. S’è schiantato con la macchina mentre tornava a casa dopo una serata» Il 28 maggio 1965 uno schianto nella notte chiude la carriera artistica di Alfredo Mazzini, in arte Geronimo, il fratellino adorato da Mina.

Un legame profondo

La cantante è sconvolta dalla notizia, perché la colpisce in un periodo in cui tutto sembra andare male. La morte di Alfredo la segnerà per sempre. Tra i due fratelli c’era un legame profondo. Quando lui aveva deciso di tentare la carriera musicale lei gli era stata accanto, l’aveva spronato, incoraggiato e aiutato a orientarsi nell’ambiente. Anche il suo nome d’arte, Geronimo, l’aveva scelto Mina dopo aver fatto notare una curiosa somiglianza tra il naso del fratello e quello del grande capo indiano.

Discreto cantante e buon chitarrista

Discreto cantante e buon chitarrista era riuscito a costruirsi uno spazio fuori dall’ingombrante ombra della sorella. Dinoccolato e con l’aria svagata aveva conquistato il pubblico con uno stile chitarristico in cui si notavano le influenze degli interpreti statunitensi del rock and roll più morbido come Duane Eddy. Quando muore ha ventitré anni. Da poco aveva ripreso a esibirsi dopo la forzata interruzione dovuta al servizio militare.

 

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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