Home C'era una volta Sandy Williams, un trombone da swing

Sandy Williams, un trombone da swing

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Il 24 ottobre 1906 a Somerville, nel South Carolina, nasce Sandy Williams, all’anagrafe registrato con il nome di Alexander Balos Williams, uno dei più apprezzati trombonisti di swing.

Il successo con Chick Webb

Sandy inizia a suonare il trombone quando frequenta la St. Joseph Industrial School di Delaware e poi appoggiato dalla famiglia si specializza a Washington sotto la guida di James Miller Sr. e di Juan Tizol. Fa il suo debutto professionale con le formazioni di Oliver Backwell e Claude Hopkins, prima di aggregarsi alla Miller Brothers’ Orchestra. Nel 1927 torna con l’orchestra di Hopkins, che in quel periodo si è stabilita ad Atlantic City. Proprio con questa formazione effettua un lungo tour attraverso gli Stati Uniti, conquistandosi un’ottima reputazione e una notevole popolarità al punto di attirare su di sé l’attenzione dei maggiori leaders dell’epoca. Nel 1929 viene ingaggiato dall’orchestra di Horace Henderson, per passare poco tempo dopo a quella di Cliff Jackson, prima di aggregarsi nel 1931 a Fletcher Henderson, con cui sta per circa due anni, mettendosi in evidenza come solista. Nel 1933 entra nella formazione di Chick Webb e sarà proprio il lungo e proficuo sodalizio prima con Webb e successivamente con Ella Fitzgerald a farlo considerare uno dei migliori trombonisti di scuola swing.

Il dixieland e poi il ritiro

Nei primi anni Quaranta la sua attività diventa frenetica. Suona e registra con le orchestre di Benny Carter, Coleman Hawkins, ancora Henderson, Lucky Millinder, Sidney Bechet, Cootie Williams, Milton Mezzrow, Pete Brown, Duke Ellington), Don Redman, Hot Lips Page, Roy Eldridge e ancora Hopkins. Nel 1945 forma un suo gruppo di otto musicisti con  Joe Thomas, Johnny Hodges, Harry Carney, Tab Smith, Cecil Scott, Sid Weiss e Shelly Manne. Nel 1946 si aggrega a Rex Stewart e tra il 1949 e il 1950 è di scena al Jimmy Ryan’s e al Local 802 di New York con vari gruppi di estrazione dixieland, un genere che nei suoi ultimi anni di attività coltiva con successo. Una grave malattia alla bocca lo costringe a ridurre l’attività fino a ritirarsi. Le sue ultime importanti apparizioni risalgono alla fine degli anni Cinquanta. Muore il 25 marzo 1991.

 

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Gianni Lucini
Scrivere è il mio principale mestiere, comunicare una specializzazione acquisita sul campo. Oltre che per comunicare scrivo anche per il teatro (tanto), il cinema e la TV. È difficile raccontare un'esperienza lunga una vita. Negli anni Settanta ho vissuto la mia prima solida esperienza giornalistica nel settimanale torinese "Nuovasocietà" e alla fine di quel decennio mi sono fatto le ossa nella difficile arte di addetto stampa in un campo complesso come quello degli eventi speciali e dei tour musicali. Ho collaborato con un'infinità di riviste, alcune le ho anche dirette e altre le dirigo ancora. Ho organizzato Uffici Stampa per eventi, manifestazioni e campagne. Ho formato decine di persone oggi impegnate con successo nel settore del giornalismo e della comunicazione. Ho scritto e sceneggiato spot e videogiochi. Come responsabile di campagne di immagine e di comunicazione ho operato anche al di fuori dei confini nazionali arrivando fino in Asia e in America Latina. Dal 1999 al 2007 mi sono occupato di storia e critica musicale sul quotidiano "Liberazione".

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