Questa è una buona occasione per riconoscere un aspetto implicito della pregevole produzione pittorica dell’artista Mauro Molinari; la sua notevole maestria nel disegno su carta o altri supporti, il puro segno grafico anatomicamente corretto e ironicamente distorto in narrazioni pungenti e poetiche, arricchito da leggeri tratti di colore. Un bellissimo catalogo contiene il testo critico della curatrice Claudia Zaccagnini.

Inaugurazione al MUEF ART GALLERY il 29 novembre 2025 ore 17,30 – Durata della mostra dal 29 novembre al 6 dicembre 2025. Orari galleria da martedì al sabato 17,30 – 20,00. Via Angelo Poliziano78 b – 00184 Roma muefartgallery@gmail.com
Ho scritto molte volte dell’artista Mauro Molinari, si può dire che sia uno degli artisti che preferisco nel panorama della contemporaneità, forse perché personalmente prediligo le narrazioni visive, essendo stata un’accanita lettrice di fumetti fino dalla mia infanzia, datata al dopoguerra, avendo inoltre ricevuto una personale conferma quando Umberto Eco sdoganò quella “narrazione popolare” dandogli dignità di cultura, nel libro “Apocalittici e integrati” (1964). Furono proprio le amate strisce dei Peanuts, lodate anche da Umberto Eco, comparse nel primo numero della rivista Linus nelle edicole italiane ad aprile 1965, a legare alla tradizione fumettistica la città di Lucca, con la decisione di ospitare, fin dal 1966, la seconda edizione del Salone Internazionale dei Comics (la prima si era svolta l’anno precedente a Bordighera).

Però da allora niente fu più come prima. Ad oggi infatti la crescente pubblicazione di romanzi grafici in Italia ha già raggiunto livelli mediatici tali da essere definita un “fenomeno”, essendosi infine aperta una vera competizione tra parola scritta e l’immagine, sfumature e sensi nell’angusto transito tra narrazione e significazione, che qui trova ogni anno il luogo espositivo più vivace, nonché il suo cantiere … E che dire dell’aspetto carnascialesco e di aperta esibizione della festa popolare in costume che ad esso si accompagna? I Cosplayers ormai sono tra noi, ovunque, le immagini sono sempre più persistenti e viaggiano senza permesso nel web, falsificando orrori e sentimenti, penetrando impunemente nel nostro immaginario non ancora educato a leggerle.

Dagli anni Settanta si è infatti sdoganato anche il Tatuaggio e quella pratica che ora si chiama StreetArt e che una volta erano i Murales o addirittura i manifesti pubblicitari.
Ho scritto molto su questo argomento ed a queste pubblicazioni rimando, non rinunciando a sottolineare che Mauro Molinari si inserisce perfettamente e originalmente in questa Terra di mezzo, però tra la parola e l’immagine egli sceglie il linguaggio visuale.
Egli pratica quindi un parlare senza parole, come nella migliore tradizione della pittura, anche se la tendenza rimane quella di far vivere e rendere estremamente comunicativi questi personaggi che sembrano uscire dalla tela o dalla carta ed avvicinare il pubblico, lo guardano e lo sfidano, fanno smorfie mentre i loro corpi partecipano alla tessitura dell’insieme. Come ho detto altre volte, si sfilacciano e/o riflettono la luce come un tatuaggio. Una “vera follia” come rammenta il titolo della mostra …

A quanto detto vorrei aggiungere il riferimento ad un testo che ritengo fondamentale e andrebbe approfondito da tutti, che riguarda la cosiddetta “questione delle immagini” – Horst Bredekamp “Immagini che ci guardano. Teoria dell’atto iconico”. Ricordiamo che Mauro Molinari è nato a Roma e vive e lavora a Velletri e la sua lunga ricerca artistica è contrassegnata da cicli diversi, come quelli dedicati alla pittura scritta, ai libri d’artista, alla reinterpretazione degli antichi motivi tessili (Fiber Art) in ultimo al racconto di figure. Su questi ed altri temi ha prodotto tele, carte e tavole, oggetti, sculture dipinte, anche grandi installazioni. http://www.mauromolinari.it/home-mauro-molinari.asp
Estremamente significativa la lettura critica della curatrice Claudia Zaccagnini che riporto dal catalogo:
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Mauro Molinari nel suo studio (…) Molinari è un eccellente disegnatore che pensa e costruisce su solide basi preliminari il suo discorso artistico da oltre cinquant’anni. Il disegno è per lui un elemento essenziale e irrinunciabile nello sviluppo delle sue idee. Che riguardi la figura umana, le ambientazioni paesistico-architettoniche, gli animali, gli oggetti del vivere quotidiano o gli elementi decorativi esso costituisce l’anima fondante di ogni pensiero, di ogni sperimentazione, di ogni progetto. (…)
- Disegnare è per lui un atto vitale, imprescindibile del suo vagare creativo, sia che si spinga verso la complessità della pittura acrilica sulla tela, sia che liberi il suo spirito nel ritmico decorativismo che ha caratterizzato per molti anni la sua ricerca sui tessuti, con la produzione di opere di particolare bellezza e complessità. Tale pratica preliminare gli permette un’analisi implacabile di ciò che vuole esprimere, scegliendo il suo particolare punto di osservazione. (…)
- (…) Molinari legge in maniera personalissima il nostro tempo, affidando ai suoi dinamici ambasciatori il monito di una società in disgregazione. Il suo occhio attento osserva e registra con il disegno ogni disagio, ogni emozione, ogni desiderio, ogni indeterminatezza. Si sofferma sulle icone del presente, su quelle simboliche lusinghe che attraggono da più angolazioni l’essere vivente. L’universo della moda è uno di questi e l’artista lo rappresenta nei suoi spazi rigorosi, nelle sue creazioni attrattive, nei suoi massimi protagonisti che circolano con passo leggero e sguardo ammiccante, perché, ironicamente, ogni cosa è stile.



























