Nella Settimana RAW 2026 di Roma questa mostra, che mette insieme cinque artisti in sinergia poetica, è ospitata dall’Associazione culturale “La Caverna di Platone” (via degli Scipioni 175/A) ed è visitabile dal 18 al 23 ottobre 2026 (orario: 10-13 – 16-20)

La cura ed il progetto sono di Carla Guidi, mentre l’Associazione culturale “La Caverna di Platone” è un luogo dove le più innovative risorse della multimedialità collaborano alla ricerca tra scienza del simbolo, musica, arte e teatro, per approfondire la comprensione della Coscienza, dove le modalità di comunicazione contemporanee convivono con l’espressione umana archetipale. La psicanalista junghiana Katriona Munthe dirige attualmente il Centro. (E’ facilmente raggiungibile a piedi, 10 minuti di strada dalla Metro Lepanto oppure Ottaviano.)

Il titolo di questo Progetto è IL CORPO/GIOCO – “Arte, immaginario e linguaggi nella costruzione del Sé” e gli artisti invitati a questa terza edizione sono: Abdul Samad Azim, Maria Grazia Capitelli, Antonella Cappuccio, Mauro Molinari, Valter Sambucini.

Tutto questo allude ad una tematica antica e “prodigiosa”, il potere delle immagini che tanto posto hanno ottenuto nella nostra cultura attuale, soggiogata da sistemi informatici invasivi e flussi mediatici che si contendono la nostra attenzione ed influenzano non solo il nostro immaginario, ma anche i nostri destini. Tutti questi approfondimenti sono infatti materia di studio da parte degli artisti, che ben sanno che la nostra identità non è puramente biologica, ma strettamente legata alla formazione culturale. Sui perché questa magia delle immagini ci attragga, ci ipnotizzi o ci disgusti, i recenti studi dei neuro/scienziati ci spiegano il meccanismo dell’Empatia, non solo tra le persone ma attivato dalle semplici immagini.

Dopo le due precedenti edizioni la curatrice e ideatrice del Progetto Carla Guidi, rinnova il coinvolgimento degli artisti sulla rappresentazione del corpo come oggetto di identificazione fondamentale. In particolare l’immagine del corpo assume diverse sembianze, artistiche o semplicemente immaginarie e proiettive; tra queste il “giocattolo” – desiderato e amato oppure odiato, perduto o temuto e terrificante come il feticcio.

Interno della Caverna di Platone durante una mostra RAW del 2025

 “La Caverna di Platone” – via degli Scipioni 175/A – Roma tel +39 334 370 4913 (fermata Metro Ottaviano o Lepanto) – https://www.cavernadiplatone.it/chi-siamo/ –

Durata della mostra dal 18 al 23 ottobre (orario: 10-13 – 16-20)

Vernissage Domenica 18 ottobre 2026 – Orario 18:00-20:30

Dopo la presentazione degli artisti da parte della curatrice Carla Guidi ci sarà l’occasione di assistere alla performance “Sonorità armoniche” che completerà la tematica del corpo come “Sistema”. Il pubblico potrà infatti percepire uno stato di quiete e rilassamento. Sappiamo infatti che tutto vibra nell’universo ed anche le nostre cellule, tessuti ed organi composti da atomi, vibrano in distinte frequenze, così è possibile armonizzare il nostro corpo fisico ed energetico per raggiungere i livelli più profondi di consapevolezza. La performance sarà condotta da Patrizia Pelosi – (Naturopata, Operatrice di benessere armonico. specializzata in massaggio sonoro e campane tibetane – Formazione in massaggio Sonoro con Albert Rabestein del Centro de terapia Sonido di Buenos Aires) e Silvia Ghislotti (Gong master, training e suonatrice di campane armoniche tibetane . Conduce sessioni di bagni di gong per ritrovare equilibrio armonia e benessere per il corpo lo spirito e la mente.)

Finissage – Venerdì 23 ottobre 2026 – Orario 18:00-20:30 –

Presentazione del libro fotografico di Valter Sambucini “Diventare poeta fotografando le ossessioni del Postmoderno” Ne parleranno Carla Guidi e Massimo De Simoni, con intervento dell’artista e autore del libro Valter Sambucini

 

Copertina del libro di Valter Sambucini

Nel catalogo della mostra, ogni artista è stato presentato, evidenziando la sua particolare poetica, dopo un brano introduttivo, da Carla Guidi. Riassumiamo qui in brevissime note.

ABDUL SAMAD AZIM – E’ scultore e lavora con i metalli e le pietre, con i quali crea sculture ed anche gioielli. Nato in Siria ad A’zaz (o Azaz) vive e lavora tra Roma ed Anzio, in questa occasione espone sue creazioni in ferro, alluminio e rame, con inserti di pietre dure. Le opere palesemente alludono all’emergenza di un’alleanza dell’umanità con la Natura ed i suoi valori fondamentali, un riferimento valoriale ma anche poetico per un cambio di paradigma che ci riguardi come esseri responsabili.

MARIA GRAZIA CAPITELLI – Ha seguito un classico iter di studi universitario, però ha coltivato la sua passione per le arti studiando le antiche tecniche di pittura ad olio guidata direttamente da accreditati maestri del Contemporaneo, con modalità possiamo dire, simili a quella usata nelle botteghe rinascimentali. Nelle sue opere utilizza frammenti dipinti, riprodotti con quella tecnica a velature, in uso nei quadri classici, assemblando a questi parti estranee e significative che evocano interrogativi e sentimenti contrastanti.

ANTONELLA CAPPUCCIO – Instancabile e geniale artista, è nota per la sua grande abilità tecnica, ma soprattutto per la sua personale interpretazione del mondo, un procedere che lei stessa definisce “simbolismo polimorfo”. In questa occasione presenta opere della serie “Dare corpo ai sogni”, teatrini in rilievo formati da stoffe cucite e ricamate. Si tratta di sogni dei Maestri rinascimentali da lei reinterpretati spesso nelle sue tele, ai quali ha dedicato anche un libro dal significativo titolo “Cari maestri”.

MAURO MOLINARI – E’ un autore molto conosciuto e molto attivo, la sua ricerca artistica è passata dai registri informali degli anni ’60 alla pittura scritta, alle geometrie modulari alla figurazione di corpi in movimento. In questo ultimo ciclo invece espone per la prima volta una serie di lavori dal titolo significativo “CRASH”. E’ quindi inevitabile prendere atto della coscienza dell’autore che espone la sua delusione e la sua ferita per un’attualità dolente, volendo ricominciare su nuove basi, ma salvando la memoria e la simbologia dell’arte.

VALTER SAMBUCINI – Dagli anni ’70 si è occupato attivamente delle emergenti tecnologie multimediali, poi consulente di controllo della qualità e di stampa, con i maggiori stabilimenti cinematografici italiani. Le sue foto in senso antropologico e sociologico, sono state esposte e pubblicate in varie occasioni. In questa mostra dedica una foto digitale dedicata alla celebre bambola Barbie, poi un  sorprendete ingresso trionfale di Babbo Natale, addirittura rappresentato da un giocattolo degli anni Trenta in metallo.