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Coronavirus, crolla inquinamento: l’aria diventa respirabile

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Coronavirus, crolla Inquinamento

L’unica notizia positiva in un vero e proprio bollettino di guerra di questi ultimi giorni è che le misure prese contro il Coronavirus hanno fatto crollare l’inquinamento. A dimostrarlo le osservazioni satellitari realizzate da Copernicus, l’iniziativa dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) per monitorare l’atmosfera.

Le emissioni di diossido di azoto (NO2) sono molto diminuite in Europa. Ed è proprio nel Nord Italia che si registra una diminuzione particolarmente significativa da febbraio a qualche giorno fa del 10%.

In Cina, nella regione di Hubei, le rilevazioni sull’atmosfera fatte dalla NASA e dall’ESA mostrano che tra gennaio e febbraio le emissioni di diossido di azoto – prodotte da veicoli a motore, centrali elettriche e altri impianti industriali – il numero di «giorni con una buona qualità dell’aria» è aumentato del 21,5 per cento a febbraio rispetto allo stesso mese l’anno scorso.

I ricercatori concordano: «È la prima volta – sostengono – che assistiamo ad una diminuzione così notevole su un’area così grande per via di uno specifico evento». Il diossido di azoto è un particolare tipo di gas che viene usato come indice generale di inquinamento dell’aria generale, pur non essendo legato all’aumento dell’effetto serra, perché a differenza dell’anidride carbonica (CO2) non viene prodotto da animali, piante o altre fonti naturali: la sua presenza nell’atmosfera è dunque indicativa delle emissioni prodotte esclusivamente dalle attività umane.

Un calo di questo tipo si era già registrato a seguito della crisi economica del 2008 con un calo piuttostos sensibile di questo particolare tipo di emissioni, ma, ora, i delfini tornano a nuotare nella Laguna di Venezia, la qualità dell’aria in molte città è tornata a livelli normali.

La riduzione della densità di biossido di azoto nella troposfera in Cina tra gennaio, prima dell’inizio delle misure di quarantena, e febbraio (NASA/Joshua Stevens)

E le emissioni di anidride carbonica continueranno a diminuire. Tra il 3 febbraio ed il 1 marzo, secondo il Center for Research on Energy and Clean Air (CREA), si è registrato un calo di almeno il 25 per cento proprio a causa delle misure per contenere la diffusione del virus. La Cina, come è noto, è tra i Paesi più inquinanti del mondo: proprio al Paese orientale si deve purtroppo il 30% delle emissioni mondiali. Per questo gli effetti dovuti alla diffusione del coronavirus, anche per un breve periodo di tempo, hanno avuto un grosso impatto sull’atmosfera.

Sempre secondo il Crea, il calo delle emissioni è dovuto principalmente, alla riduzione del consumo di carbone, il combustibile fossile più inquinante, che tuttora è molto usato in Cina. Tra il 3 febbraio e il 1 marzo, sempre secondo l’analisi di CREA, le principali centrali elettriche a carbone della Cina hanno diminuito del 36 per cento la propria produzione proprio per la minor domanda di energia elettrica.

Se si guarda al nostro Paese l’effetto è meno evidente se visto dal satellite, proprio perché, in Italia si usa molto di più il gas naturale e fonti di energia rinnovabile, anche se la percentuale di inquinamento è diminuita anche qui grazie soprattutto alla diminuzione del traffico. Nonostante le terribili notizie che arrivano dal Nord del nostro Paese, secondo i ricercatori, nel Nord Italia e nel resto del Paese l’aria potrebbe diventare solo tra qualche giorno la più pulita di sempre. L’unico auspicio è che questa emergenza determini una riflessione a più livelli sulla necessità di optare per quanto possibile per un’economia green e sostenibile al più presto.


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