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I pagamenti digitali come risorsa della green economy

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Pagamenti digitali

Paperless e cashless: questo è uno dei mantra principali che da diversi anni sta prendendo piede in Italia e nel mondo. Il tentativo di promuovere i pagamenti senza l’utilizzo di contanti (soprattutto) e di monete è al centro di diverse iniziative socio-economiche in tantissimi dei principali paesi del mondo occidentale: il pagamento digitale, infatti, oltre ad aiutare sensibilmente nella lotta all’evasione fiscale, è in grado di promuovere in maniera concreta la green economy, l’economia sostenibile.

Questo genere di impronta è ben visibile in diversi ambiti della vita sociale delle persone: l’implementazione e il favorire metodi di pagamento cashless avviene ormai in tantissimi ambiti, dalle principali piattaforme di casinò online che offrono la possibilità di riscuotere bonus ed effettuare pagamenti digitali con i principali circuiti internazionali di carte di credito previa iscrizione al sito, a molti negozi fisici che hanno ormai ampliato la loro offerta con la possibilità di utilizzare piattaforme che stanno guadagnando sempre più credito come Paypal e Satispay.

I digital payment comportano, banalmente, il non utilizzo della carta, con l’utilizzo di scomodi estratti conto e chilometrici scontrini, oltre alla vera e propria proliferazione del contante fisico. Combinando velocità, convenienza e sicurezza, il pagamento contactless e cashless è la nuova frontiera del pagamento dei nostri tempi, costituisce uno dei metodi più sicuri a livello internazionale e soprattutto sarà fondamentale per la ripresa a livello economico ed europeo che si vedrà nei prossimi anni: già negli ultimi mesi la difficile condizione sociale a cui è stato sottoposto l’intero continente ha portato ad un’accelerata proliferazione del digitale, con un sensibile aumento di pagamenti senza contanti e con carte contactless; oltre a ciò, quasi tutti i piani nazionali di ripresa economica dei Paesi europei (tra cui il Piano nazionale di ripresa e resilienza approntato dall’Italia del neo-premier Mario Draghi) stanno includendo a loro volta un impianto di implementazione di servizi di pagamento paperless e cashless, per ampliare maggiormente questo processo già in atto.

Ad oggi, nel nostro continente sono soprattutto i paesi scandinavi, Francia, Germania e Regno Unito a essere maggiormente avanzati nel settore, con l’Italia e i paesi mediterranei che seguono attardati. Si attesta che già l’80% dei pagamenti nei negozi in giro per l’Europa sia contactless, con un sensibile aumento di più della metà, in paesi come Francia e Germania, rispetto alla fine del decennio scorso. Se a questo discorso si aggiunge la grande proliferazione del mondo del digital marketing e delle piattaforme e-commerce nell’ultimo anno e mezzo, è impossibile non notare un’indiscutibile tendenza in questo progressivo abbandono della carta e dei pagamenti “fisici”. Una tendenza che è uno dei principali segnali positivi che contraddistinguono le politiche di green economy in giro per l’Europa: l’economia sostenibile vede al centro delle proprie politiche proprio la progressiva implementazione di pagamenti contactless e soprattutto cashless, per un cambiamento che già si sta avvertendo in maniera sostanziosa con la proliferazione della sfera digitale vista nell’ultimo anno, ma che si svilupperà ulteriormente durante la ripresa economica dei prossimi anni. Un mondo che si avvia, dunque, verso una direzione digital non può che essere una grandiosa notizia per la green economy.

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